I Riti
La Gran Loggia Universale pratica due riti: il Rito Scozzese Antico e Accettato e il Rito Emulation. Non si tratta di correnti dottrinali in competizione, né di percorsi alternativi verso obiettivi diversi. Sono due linguaggi cerimoniali distinti, due modi di strutturare il lavoro rituale, che condividono la stessa etica di fondo e gli stessi princìpi fondamentali della Massoneria regolare.
La coesistenza dei due riti all'interno della stessa comunione è una scelta precisa: riconosce che la sensibilità iniziatica non è uniforme, e che la ricchezza di una tradizione si misura anche nella sua capacità di accogliere approcci diversi senza perdere coerenza.
Ogni Loggia della Gran Loggia Universale lavora in uno dei due riti. Il Fratello o la Sorella che entra a far parte di un'Officina abbraccia il rito di quella Loggia, pur rimanendo libero di conoscere e apprezzare l'altro.
Rito Scozzese Antico e Accettato
Origini e diffusione
Il Rito Scozzese Antico e Accettato è il sistema rituale più diffuso nel mondo massonico occidentale. La sua forma attuale si consolida nel corso del XVIII e XIX secolo, con la fondazione del Supremo Consiglio di Charleston nel 1801. Nonostante il nome, non ha origini specificamente scozzesi: il termine richiama piuttosto una genealogia di gradi e obbedienze che nel corso del Settecento circolarono in Francia prima di essere sistematizzati nella loro forma definitiva.
È praticato oggi in decine di paesi, con alcune varianti nazionali, ma con un corpus simbolico e rituale sostanzialmente condiviso.
La struttura in gradi
Il Rito Scozzese si articola in 33 gradi, suddivisi in serie:
Gradi di Loggia (1°–3°): Apprendista, Compagno e Maestro. Sono i gradi fondamentali della Massoneria di Craft, comuni a tutti i riti regolari. Il lavoro in questi gradi costituisce la base imprescindibile di qualsiasi percorso iniziatico.
Gradi capitolari (4°–18°): approfondiscono la simbologia del Tempio di Salomone, della perdita e della ricerca della Parola. Il 18° grado (Rosa+Croce) è uno dei più significativi dell'intero sistema.
Gradi filosofici (19°–30°): introducono temi di natura etica, storica e metafisica. Il lavoro diventa più riflessivo e meno narrativo rispetto ai gradi precedenti.
Gradi amministrativi (31°–33°): riservati a coloro che si dedicano al governo e alla trasmissione della tradizione all'interno del rito.
Come si lavora
Il Rito Scozzese è un rito ricco dal punto di vista simbolico e testuale. Le cerimonie sono articolate, con una componente drammaturgica significativa. Il candidato non è spettatore passivo: partecipa attivamente al rituale, incarnando in prima persona i temi che il grado propone.
Il lavoro nei gradi superiori si svolge in corpi rituali distinti dalla Loggia (Capitoli, Areopaghi, Tribunali) ciascuno con la propria presidenza e i propri regolamenti. La progressione non è automatica: richiede tempo, impegno e una valutazione da parte dell'Officina.
Sovrano Gran Commendatore e atto di installazione
Il Rito Scozzese Antico e Accettato praticato nella Gran Loggia Universale è amministrato dal Supremo Riti delle Sette Rose Rosse, organo rituale della comunione preposto alla conferizione e alla custodia dei gradi capitolari, filosofici e amministrativi.
Alla sua guida siede il Potentissimo Fr∴ Sergio Marinaro, nella carica di Sovrano Gran Commendatore.
Rito Emulation
Origini e identità
Il Rito Emulation nasce a Londra nella prima metà del XIX secolo, all'interno della Lodge of Reconciliation costituita nel 1813 dopo la fusione tra la Grande Loggia dei "Moderns" e quella degli "Antients". L'obiettivo era stabilire una forma rituale ufficiale per la nuova United Grand Lodge of England: un testo autorizzato, trasmesso oralmente di generazione in generazione con la massima fedeltà possibile.
Il nome deriva dall'Emulation Lodge of Improvement, fondata nel 1823 a Londra, che divenne il principale custode e trasmettitore di questa forma rituale. Ancora oggi, l'Emulation Lodge of Improvement riunisce ogni settimana i Fratelli che desiderano affinare la propria pratica rituale.
Un rito di Craft
Il Rito Emulation è un rito di tre gradi: Apprendista Libero Muratore, Compagno d'Arte e Maestro Massone. Non prevede gradi superiori.
Tutta la profondità del sistema è contenuta in questi tre momenti iniziatici, che vengono esplorati con una ricchezza di dettaglio e una cura della forma che non hanno equivalenti in altri sistemi rituali.
È un rito essenzialmente britannico nel carattere: sobrio, preciso, esigente. La qualità del lavoro dipende quasi interamente dalla preparazione dei Fratelli officianti. Non ci sono costumi elaborati né grandi apparati scenici. C'è il testo, la postura, il gesto, la voce.
La centralità della trasmissione orale
Ciò che distingue l'Emulation da quasi ogni altro sistema rituale è il suo rapporto con la forma. Il testo non si legge: si memorizza, le cerimonie vengono eseguite a memoria, con una precisione che è essa stessa parte del lavoro iniziatico.
La trasmissione orale è il modo in cui il rito rimane vivo, non come documento scritto consultabile, ma come pratica incarnata che passa da un Fratello all'altro. Imparare una cerimonia Emulation è già, in sé, una forma di lavoro su di sé.
Chi sceglie l'Emulation
Il Rito Emulation si addice a chi ha una sensibilità per il linguaggio, per la forma, per la qualità dell'esecuzione rituale intesa come arte. È un percorso impegnativo dal punto di vista della preparazione personale, ma straordinariamente soddisfacente per chi vi si dedica con serietà.
All'interno della Gran Loggia Universale, le Logge che lavorano in Emulation mantengono un legame con la tradizione britannica del rito, pur operando in lingua italiana secondo le forme adattate in uso nelle obbedienze italiane che praticano questo sistema.
Quale rito fa per me?
Non è una domanda a cui rispondere da soli, né troppo in fretta. Entrambi i riti conducono allo stesso luogo attraverso strade diverse. La scelta dipende dalla sensibilità personale, dal tipo di lavoro che si cerca, dal contesto dell'Officina.
Se sei già massone e stai valutando la Gran Loggia Universale, puoi contattarci per sapere quale Loggia lavora nel rito che ti interessa. Se sei un profano che si avvicina per la prima volta, la scelta del rito verrà naturalmente nel tempo: prima viene la conoscenza delle persone, poi quella delle forme.